domenica 27 novembre 2011

Sogno dell'essere un bandito


Il giorno prima di fare questo sogno avevo visto un episodio di Breaking Bad - il che potrebbe spiegare varie cose.
Nei miei sogni spesso mi trovo un po' a interpretare un personaggio, proprio come fossi in un film; talvolta mi capita dunque di essere un uomo, piuttosto che una donna, un ragazzino o che altro.
Ho tentato di disegnare il più velocemente possibile, ma se devo aggiungere del testo tipografico la cosa si allunga di molto - in ArtRage è un casino, e poi non è possibile individuare subito un particolare livello per modificarlo (come in Manga Studio), si perde un sacco di tempo.
Se voglio disegnare però su fogli di carta molto verticali come questo Manga Studio è scomodo, e credo abbia anche dei limiti di lunghezza per le tavole.
Insomma, ancora non esiste un software ideale che unisca le qualità di Manga Studio, ArtRage, Photoshop, e magari anche Painter; credo sia impossibile, l'unica è trovare un mio modus operandi che tenga conto di tutti i passaggi da fare nel modo più veloce possibile.

giovedì 24 novembre 2011

Ehi baby...

Dovevo fare altro stamattina ma poi mi sono svegliata tardi e mi è venuto da disegnare questo.
Milou mi ha scombussolato la nottata dato che aveva un bisogno improrogabile alle 3 e mezza, l'ora del silenzio a Milano (non girava neanche un'auto, veramente strano - per essere Milano, voglio dire). Non so perché c'erano degli uccellini belli svegli che cinguettavano.
Comunque questo fatto mi ha permesso di ricordarmi un sogno che voglio raccontare prossimamente.

domenica 20 novembre 2011

L'amico libro

Dimenticavo: questo blog ha generato un altro spazio in collaborazione con Lita, "Disegni, parole, intersezioni". Qui una presentazione di quel blog.
E qui il testo di Lita originato da questa illustrazione.

martedì 15 novembre 2011

Sogno del Dio impostore

Ero in un posto tipo cittadina non troppo piccola, con edifici grigi, una stazione grande, cavalcavia, stradette, ci potevo girare ma non potevo uscire da lì. Inoltre oltre a me c'erano altre persone che erano condizionate, a volte vessate con divieti creati ad arte, misteriosamente - soprattutto di movimento.
Responsabile era un essere che si presentava come soprannaturale, onnisciente; giocava con noi, ma volendo poteva essere cattivo.
Ricordo la stazione in cui ero riuscita ad arrivare, sperando di poter prendere un treno al volo. I treni però passavano senza criterio, andando velocissimi e mortali (erano anche un po' buffi, molto bombati davanti in stile anni '50).
Mi ritrovo poi in una stanza con altri poveretti (quasi tutti uomini) che subivano le angherie di questo Dio che si presentò a noi nelle vesti di una donna abbastanza affascinante (nel disegno l'ho disegnata in maniera molto approssimativa), capelli lunghi neri, sorriso sardonico. Si rivolge a me offrendomi varie bevande, tra cui una bottiglietta di chinotto (o forse Coca Cola?); io allora esulto :"Ah!, fossi veramente onnisciente sapresti che io non bevo bevande gassate!".  Lei è visibilmente irritata dalla mia deduzione, per un attimo ho paura che abbia una reazione violenta verso di me - non sarà Dio, ma ha comunque dei poteri.
Poi non so come finisce, ma nel sogno pensavo che se non era Dio avevo comunque una possibilità di sconfiggerla, di andare via da quel posto.
(che poi il riferimento alle bevande gassate viene dall'averne parlato con una dottoressa, ieri, parlando di dieta: è vero che non ne bevo solitamente, ma se capita mi piace ogni tanto un sorso di chinotto o anche di birra)

lunedì 14 novembre 2011

Mappa personale

Questo è quello che immagino abbia Milou nella testa quando andiamo a fare la passeggiata. Col muso perennemente per terra cerca tracce di cibo - qualsiasi cibo - in ogni momento, e si ricorda a lungo i posti dove ne ha annusato la presenza.
Purtroppo adora le cacche umane - motivo per cui non posso lasciarla senza guinzaglio, anche potendo; nei parchi ci sono diversi posti vicino agli alberi adibiti a gabinetto.
Vicino casa c'è un negozio di autoricambi dove alcune persone che vi lavorano hanno eletto Milou a "più bella della via"; ogni volta che ci passiamo davanti Milou pretende il "pizzo" di un biscotto (per cani, glieli procuro io): loro sono felici, Milou ancora di più.

domenica 6 novembre 2011

Giochi inventati: il telegiornale


Sempre in quell'età in cui mi ingegnavo a inventar giochi - come visto nei post precedenti - mi era venuto in mente di mettere su una interpretazione personale del telegiornale; unico spettatore: mio fratello.
Occorrente: cartoncino, forbice, pennarello per disegnare i pulsanti e le rotelline dei comandi sul "televisore" (che a quei tempi non si usava il telecomando), e poi un foglio di carta per scrivere l'elenco delle notizie da dare: quali?  Non ricordo se copiavo queste brevi notizie (perlopiù di cronaca) dai giornali, o ne facevo un sunto io dopo averle ascoltate al telegiornale.
Credo che mio fratello si stufò presto di fare lo spettatore.

Ah, quelli ritratti nei disegni non siamo proprio io e mio fratello, io poi neanche mi ricordo come avessi i capelli a quella età.

venerdì 4 novembre 2011

Giochi da costruire: la fondina

Da bambini io e mio fratello si giocava a indiani e cowboy. In una delle tante case abitate per poco ci capitò di avere una camera per i giochi tutta per noi (!), ricordo che c'era un vecchio divano con schienali che si potevano togliere: ottimi per costruire immaginarie barriere di rocce.
Come accennato nel post precedente di giocattoli non ne avevamo tantissimi, però una pistola di plastica e anche un fucile erano in nostro possesso - una fondina no, l'avevo anche vista alla Standa ma pare costasse troppo.
Dunque la fondina me la sono costruita: cartoncino rigido, forbice, ago da lana della mamma e cotone grosso per le cuciture della fondina - e molto olio di gomito, che il cartoncino da tagliare era duro, e anche da cucire (chissà come ho fatto).
Ricordo che alla fine fui molto soddisfatta del lavoro.

mercoledì 2 novembre 2011

Giochi inventati: l'automobile

Quando si era bambini negli anni sessanta/settanta bisognava arrangiarsi, i regali arrivavano con parsimonia, anche se si aveva qualche denaro non c'era l'usanza di accatastare montagne di pacchi a Natale - per esempio. Altri tempi.
Io poi avevo dalla mia la possibilità di giocare all'infinito con qualcosa che costava davvero poco: carta e matita; però anche io avevo voglia di sperimentare cose diverse, ovviamente.
Spesso riciclavo oggetti e li assemblavo per inventarmi dei giochi; uno di questi è "l'automobile".
Occorrente: una sedia, della carta, penna, nastro adesivo.
Sulla carta disegnavo gli elementi di un cruscotto (più o meno), li ritagliavo, poi con del nastro adesivo li incollavo su una sedia che rovesciavo per terra; riuscivo anche a trascinare un po' la sedia in giro, rombando.
Dopo (credo) mi fu regalata una bellissima macchina a pedali rossa, la stessa che ebbero da bambini tanti miei coetanei dell'epoca.