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mercoledì 6 agosto 2014

Sogno delle entità malefiche mutaforma



Avvertenza per gli animalisti: è tutto un sogno, e nel sogno l'oca non è un'oca (oltretutto nel mio sogno la sua grandezza è minore che nella realtà)

Io e altre persone siamo attaccati da entità umanoidi ma che hanno dei poteri immensi, tipo quello di volare, diventare intangibili, essere superforti; cerchiamo di difenderci come possiamo, ma è tutto inutile, gli esseri sono come Dei e forse con noi giocano, non ci sconfiggono subito anche se potrebbero farlo.
Cambio di scena, io e alcuni miei amici scappiamo, siamo dentro un'auto.
 Noto per un attimo il becco di un'oca che si infila dal tetto, poi improvvisamente l'oca è già dentro, ma io so che non è un animale, è una delle entità che si presenta sotto mentite spoglie; in questa forma posso fargli del male, quindi tento di ucciderla sbattendole ripetutamente la testa sul finestrino, l'oca mutaforma mi guarda con il suo occhietto malefico, non so poi come finisce il sogno (forse c'è una coda in cui queste entità si impersonificano in un mio povero amico romano che nel sogno è cattivo, malefico appunto, nel tempo si è trasformato diventando altro, potentissimo, sento la sua voce nella mia mente ma mi accorgo anche che tenta di manipolarmi, allora gli dico "guarda che mi sono accorta che cerchi di costringermi a fare delle cose che non voglio, cerchi di fregarmi ma non ci riesci, sei un dittatore, un essere cattivo, non ti perdonerò per questo").

martedì 11 marzo 2014

martedì 15 ottobre 2013

Sogno della faccia da gatto

Sono sdraiata a letto e per caso riesco a guardarmi in uno specchio: ho una faccia da gatto (per quanto un po' strana), l'ho sempre avuta, non me ne ero mai accorta.
"Che strano", penso, "io mi sento normalissima, ma agli altri chissà come sembrerà strana la mia faccia pelosa". Poi da non so da dove spunta un gattino un po' più grigio del pelo della mia faccia, mi salta sul collo, vuole farsi fare le coccole; io ne sono lieta.

Realizzato con Manga Studio 5 dopo il recente upgrade, che introduce la retrocompatibilità con i file creati con Manga Studio 4 (più altre migliorie incluso un grande miglioramento con i pennelli "lenti").

lunedì 2 settembre 2013

Sogno dei 3 lupi/sciacalli

E' notte, sono in un'ampia strada non asfaltata, molto malandata. Devo incontrare la sorella di un'amica, vedo 3 auto parcheggiate una dietro l'altra. Quando mi avvicino noto che la prima è stata forzata, la seconda ha il  vetro laterale rotto, alla terza manca quasi del tutto il pezzo davanti. Non ci sono i proprietari, sono stati rapiti!
Prendo il cellulare in preda all'ansia, faccio per chiamare la polizia ma mi soffermo un secondo in più sul numero 1, a quel punto sento un click e qualcuno risponde - è una voce femminile: "Centro congressi della Democrazia Cristiana...Sì?...". Un attimo mio di perplessità, penso "Ma pensa te, si sono fatti dare un numero facile da fare", mi scuso per l'errore e metto giù, ma non faccio a tempo a chiamare la Polizia: mi volto e vedo arrivare di corsa tre specie di sciacalli ma magri e snelli come lupi, sembrano feroci, due di loro non sono interessati a me, il terzo arriva alla mia altezza e si volta, guardandomi con occhi di fuoco.
Adesso anche gli altri 2 si fermano e tornano indietro, mi puntano con fare aggressivo. Raccolgo una pietra e la lancio verso quello più vicino, che arretra, sorpreso dalla mia iniziativa. Allora mi faccio coraggio e tento di sembrare più grande di quella che sono, salgo su un rialzo del terreno, allargo le braccia, urlo, e in più raccolgo una manciata di pietre e le lancio verso i lupi: la cosa sembra funzionare e adesso stanno lontani da me, anche se continuano a tenermi d'occhio.
Poi mi sveglio e basta, finito.
Spero che gli under 25 sappiano cosa è la Democrazia Cristiana...

domenica 1 settembre 2013

Sogno del film da assemblare

Ero con un'amica e volevamo vederci un film in casa: un dvd? No, il film era in una scatola, dentro in scala c'erano i vari oggetti e le varie cose che avrebbero costituito il film - edifici, strade, e dato che era un film di fantascienza c'erano pezzi di quelli che ho riconosciuto essere un robottone gigante, ma di quelli snelli, tipo Evangelion; io avrei dovuto "costruire" il film come fosse stato una specie di Lego.
La mia amica era stanca e mi ha suggerito di assemblare solo la prima parte del film, perché non sarebbe stata in grado di vederlo tutto. Io guardando dentro la scatola noto della polvere in un angolo - ciò vuol dire che ci sarebbero state distruzioni e molte scene d'azione complicate; dico all'amica che il film devo assemblarlo tutto insieme, altrimenti non sarei stata in grado di distinguere in maniera cronologica le varie scene (man mano che avrei messo insieme i pezzi quelli si sarebbero poi disposti secondo l'ordine esatto).
Il film l'avrei ricostruito tutto, poi ne avremmo visto la prima metà, e l'altra il giorno dopo.

giovedì 25 luglio 2013

Sogno del fumetto nel blog di Paolo [Aggiornato]

Stanotte ho avuto una nottata complicata: ritorno del reflusso gastroesofageo (a causa di uno strano effetto collaterale da un mese non prendo più il Lansox)  e conseguente sonno fatto a pezzi, con dormiveglia e sogni strani.
[Aggiungo la fondamentale informazione che ho da poco finito di leggere i due volumi di Opus di Satoshi Kon - ne ho parlato nell'altro mio blog ma soprattutto ne ha parlato Paolo Interdonato qui e qui]
Nel sogno più coerente ero sul blog di Paolo Interdonato, c'era un post costituito solo da un titolo e una tavola di fumetto: "Donne dite la vostra". Autore sconosciuto, e di tutta la tavola ricordo abbastanza bene solo la vignetta verticale in basso a sinistra, con una specie di profilo disegnato con stile tra il primitivo e il grottesco, con dei segni bluastri che andavano verso l'alto.
Non so cosa pensassi esattamente di quella tavola, so solo che nel sogno vedo apparire in basso il mio commento: "...le donne fanno i 'carabocchi" - come se avessi inteso "scarabocchi" espresso con tono un po' infantile.


Faccio a tempo a finire di scrivere che ecco vedo qualcun altro commentare ma con dei disegnini che si muovono, che scherzano tra loro dandosi delle spinte; così facendo fanno saltare via le parole del mio commento facendolo scomparire del tutto.
Il punto di vista nel mio sogno si allontana dal blog, la tavola diventa vera, di carta, ma è gigantesca e io sembro quasi uscire da quella e andare verso una specie di cantiere abbandonato, con travi e muri di cemento, c'è anche Kristal con me, che grufola in cerca di resti di cibo. Il posto è pieno di roba abbandonata, polvere, e c'è anche un divano mezzo rotto, in fondo.
A un certo punto mi volto verso la tavola e osservo il commento fatto di omini, che si stanno divertendo, soli; dico tra me e me che il mio commento magari proverò a riferirlo a Paolo dal vivo, la prossima volta che capiterà di vederci.



Poi sopra il divano visualizzo pezzi di altri sogni della notte come fossero pezzi di video, e in mezzo la parola "frollocconi", presa di peso da "Joyland" di Stephen King che ho finito di leggere ieri.
Tutta la notte così, venti minuti/mezz'ora di sonno e la sveglia con la parola "frollocconi" a tormentarmi - e dire che avevo mangiato dei crostini integrali con acciughe (ok, non una grande cena...).

Ah, dedicato a Paolo Interdonato, naturalmente...



lunedì 17 giugno 2013

Sogno delle 3 Kristal


Stanotte ho sognato che portavo a spasso la mia cagnolina Kristal; era sera, camminavamo sul marciapiede della via in cui abito.
A un certo punto vedo affondare Kristal all'interno del marciapiede, come se questo fosse fatto di fango liquido; sono così sorpresa che non riesco a far nulla se non vedere scomparire la cagnolina (che poi nel sogno era più piccola che nella realtà, anche un po' diversa nel complesso).
Mi scuoto e infilo le mie mani là dove Kristal è scomparsa, devo infilarle molto in profondità per riuscire a toccarla e tirarla fuori. Tengo in mano Kristal che trema molto forte, sembra ricoperta da una sostanza bianchiccia e viscosa, non sembra quasi più la mia Kristal.

Improvvisamente noto che al mio fianco c'è un'altra Kristal, e anche lei sta iniziando ad affondare nel marciapiede; questa volta sono più pronta e riesco a tirarla fuori mentre è affondata solo per metà. Dopo aver tirato fuori la seconda Kristal mi accorgo che accanto a me ce n'è una terza, ma adesso sono ancora più pronta e inizio a correre verso casa, entro nel portone, prendo in braccio tutte e tre le Kristal e salgo le scale velocemente.

sabato 15 settembre 2012

Sogno dei criceti

Io e un altro tipo eravamo come dei protettori per un gruppo di simil-criceti, una quindicina in tutto.
Questi strani criceti camminavano sulle zampe posteriori, e avevano il bisogno vitale di essere bagnati dall'acqua.
Lungo il nostro cammino ci imbattiamo in una specie di fontanella, ma il problema era che dovevamo mettere le creaturine sotto il getto dell'acqua e così rischiavano di affogare. Il tipo aveva un suo metodo, svitava le teste dei criceti e le appoggiava da parte, poi bagnava il corpo. Le teste stavano ferme immobili, come andassero in trance; io le guardavo con diffidenza, al mio criceto preferito (una specie di Milou) non avrei mai fatto una cosa del genere!
Poi andando avanti nel nostro viaggio incrociamo una specie di enorme e profonda pozzanghera dove un gradino del marciapiede aveva formato una piscinetta bassa; lì i criceti potevano bagnarsi senza temere di affogare, il loro affollarsi mi aveva fatto pensare per un attimo alle rive del Gange.
Il tipo però temeva che i criceti più intraprendenti potessero andare dove l'acqua era più profonda, e affogare, quindi mi esortava a continuare il viaggio e trovare un altro posto più sicuro.

domenica 12 agosto 2012

Dormiveglia 2

L'altro giorno ero mezza sveglia di mattina presto, in mezzo a quella fase di dormiveglia per cui non si distingue il sogno dalla realtà. Avevo gli occhi chiusi, ma sentivo questa sveglia che suonava, molesta: tu tu tu tu tu tu (notare che non esiste nella mia casa il tipo di sveglia che visualizzavo nella mente, tutto inventato). Poi questo suono ritmato e robotico si trasforma delicatamente nel verso di un piccione - e il piccione era vero, camminava sul davanzale della finestra.
Mi riaddormento - o così mi sembra: visualizzo questa insalatiera piena delle componenti interne di un Mac (anche qui: mai viste); bisognava aggiornare il computer a Mountain Lion, e si poteva farlo versandoci una salsina, poi si mescolava tutto ben bene e si rimetteva tutto a posto.
A questo punto mi sono svegliata, o meglio, mi sono alzata, temevo di andare avanti a immaginarmi le cose più assurde.

giovedì 26 luglio 2012

Sogno delle isole semoventi

Giorni fa ho sognato che andavo in giro in mezzo a questo paesaggio piatto, sabbioso, un po' bagnato (come se il mare si fosse ritirato), pieno di isolette verticali smangiucchiate nelle forme più varie, apparentemente solide, in realtà fatte in parte di roccia porosa e in parte di sabbia solidificata.
Il vento teso e costante di questo luogo a volte diventava più forte, e comunque senza neanche che uno se ne accorgesse giorno dopo giorno riusciva a spostare letteralmente le isolette di qualche metro, cambiandone un po' la forma. 
Il risultato era che dopo giorni una tale isoletta poteva trovarsi spostata di molto, e dopo settimane chissà, arrivare in altri luoghi. Pensavo che sulla cima di queste isolette c'era abbastanza spazio per costruirci un rifugio, se ci fossi salita magari avrei potuto viaggiare senza neanche accorgermene.

Dedico questo disegno alla mia cara zia che non c'è più.

mercoledì 18 luglio 2012

Dormiveglia

Odio dormire il pomeriggio, di solito ne esco intronata anche dopo mezz'ora di riposo.
Col caldo e la stanchezza però in questo periodo ogni tanto cedo al riposino postprandiale - roba di 10/15 minuti al massimo, più dormiveglia che altro.
Ecco, oggi a un certo punto mi sono stesa sul letto e dopo un po' nel buio della mia mente si è formata l'immagine che vedete: due biscotti parzialmente ricoperti di cioccolato, uno accanto all'altro; uno dei due allungava una specie di braccino di cioccolata verso l'altro.
Mi sono svegliata di colpo pensando che era troppo: sono tornata al lavoro...

P.S: per i patiti della cucina: ho mangiato un piatto di pasta con le zucchine fritte e ciliegie.

venerdì 13 luglio 2012

12/7/2012

Non so se si capisce dal disegno ma quella catena era enorme, sarà pesata almeno una decina di chili; per racchiudere cosa non si sa.
Il sogno invece parlava di dover raggiungere un posto navigando attraverso vari fiumi e canali, me e altre persone; non era facile capire la direzione giusta, dato che i fiumi avevano i loro percorsi curvi e incerti. A un certo punto incontriamo una grossa campana di vetro, mi sembra che vada bene (?) per essere usata come mezzo di trasporto, possiamo infilarci dentro e lasciarci trasportare dalla corrente.
Ah, e tanto per cambiare alla fine l'ho disegnato di corsa e non è molto somigliante a quello che avevo in mente. Che tormento.

mercoledì 27 giugno 2012

Sogno dell'altra me stessa

Ho sognato che stavo sognando un mondo quasi perfetto, ci vivevo e ci stavo bene, mi succedevano tante cose interessanti e avventurose; poi mi svegliavo e naturalmente ero un po' delusa dal ritorno nella realtà, ma pazienza, succede sempre così ogni giorno.
Però in questo sogno a un certo punto al risveglio trovo seduta sopra di me un'altra me stessa, lei non si vuole arrendere, vuole tornare in quel mondo dei sogni che sembra più vero del vero. Mi dice che l'unico modo per tornarci è rientrare dentro me stessa, ma vuole farlo letteralmente - fisicamente! Come a tuffarsi dentro me spinge con le mani unite sulla mia pancia, lo fa premendo forte e causandomi anche del male, io cerco di farla smettere, è impossibile che funzioni, così mi squarcerà la pancia e mi ucciderà.
Lei non desiste, è convinta che quello sia l'unico modo, io per un po' sopporto il dolore sperando che tutto finisca in un attimo, ma poi mi rendo conto che il dolore diventa sempre più forte senza che succeda nulla, inizio a urlare - ed ecco, mi sveglio veramente con questa sensazione sgradevole di pressione sullo stomaco.
Sulle origini del sogno ho qualche ipotesi, ieri per dei motivi casuali ho avuto modo di confrontare ancora una volta la Patrizia di 30 anni fa con quella di adesso - e insomma, sono quelle cose che in effetti riguardano me e me, in un confronto che certe volte mi è sembrato concluso dopo tanti anni, invece no...

Il post continua qui, con i testi di Lita.

mercoledì 6 giugno 2012

Sogno dei Papi






Ero con un'amico (non identificato) che mi stava guidando all'ultimo piano di un edificio ancora in costruzione: niente pareti, solo colonne portanti di cemento grezzo, qualche pannello, travi, stato di abbandono. L'amico mi precede lungo una scalinata disseminata di rifiuti, scarti edilizi, metalli vari; mi dice sorridendo : "sarebbe assurdo se proprio qui ti facessi male...". Il "qui" sarebbe l'aldilà, che é proprio all'ultimo piano.
Io rimango a bocca aperta quando vedo la dozzina di Papi di varie epoche seduti davanti due lunghi tavoli che si fronteggiano; loro non ci parlano, e tranne un paio che parlottano brevemente sembrano assorti nei loro pensieri, quasi immobili.
Mi dirigo verso il fondo del piano, dove invece c'è più animazione; persone parlano, si muovono, fanno delle cose - anche se non si capisce cosa. I tavoli in fondo sono nudi, di legno scuro, più umili; le persone che ci girano attorno fanno parte del mondo dello spettacolo, cinema e televisione.
Mi avvicino a un tavolo e vedo avvicinarsi una sorridente Giovanna Mezzogiorno; scambiamo due parole, intanto osservo Mike Bongiorno seduto che sta vidimando con timbri dei fogli che gli passano; pensando c'entrino con i giochi che conduceva in tv mi rivolgo alla Mezzogiorno e dico ironicamente: "Anche qui continua a occuparsi di quelle cose, eh?…".

domenica 20 maggio 2012

Sogno del passaggio all'aldilà



Sogno di due notti fa.
Ho sognato che ero con un'amico (mai visto nella realtà), camminavamo all'interno di un edificio abbandonato, praticamente vuoto, di stile neoclassico. Per terra delle assi di legno a delimitare aree rettangolari, all'interno di uno di questi grossi rettangoli vediamo una specie di piscina con dentro una sostanza simile a yogurt bianco.
Quattro o cinque cani emergevano con la testa dalla superficie di questa sostanza bianchiccia e densa, ruotavano lentamente su se stessi, calmi, imperturbabili. Si assomigliavano tutti, sembravano un incrocio tra bassotto e beagle.
Io e il mio amico sapevamo che dovevamo tuffarci dentro quella specie di piscina di cui non si poteva intuire la profondità e passare in un altro mondo, per forza.
Eravamo morti? Chi ci costringeva? Non lo so, nel sogno sento solo questa consapevolezza.
Osservo i cani e vedendoli tranquilli penso che tutto andrà bene, altrimenti non sarebbero stati lì dentro senza ostentare agitazione.
Mi tuffo e dopo un po' che scendo verso il fondo mi accorgo che posso respirare, che la sostanza densa più in basso diventa quasi acquosa, in qualche modo non c'è il rischio di rimanere affogati. Guardo in alto e vedo il punto in cui mi sono tuffata, da cui traspare la luce della stanza che ho lasciato.

Stacco: io e il mio amico siamo già nell'altro mondo, sembra molto simile all'edificio che abbiamo abbandonato, tante stanze di stile un po' neoclassico, ma con più rivestimenti in legno.
Purtroppo di questa seconda parte del sogno non ricordo quasi nulla, tranne che il mio amico era molto nervoso e spaventato, e che poi lui a un certo punto viene "interrogato" da delle persone, ha anche delle specie di elettrodi in testa, credo gli chiedano se ha commesso dei peccati, o delle infrazioni, io lo guardo e penso che è pulito come un angioletto, una persona buonissima.

Peccato non ricordi altro. Quello che mi domando è cosa diavolo rappresentano quei cani che ruotano nello yogurt. Boh.

sabato 11 febbraio 2012

Sogno della Regina


Siamo ai primi anni del  '900, più o meno, io sono una specie di attendente con baffoni e mi trovo al di fuori di una specie di castello-villa regale, sul retro, dove ci sono i piani seminterrati dove lavora tutta la servitù.
Improvvisamente mi accorgo che è apparsa dal nulla una donna un pochino corpulenta, è la nostra Regina! Era sparita da tempo, forse rapita, e adesso è riapparsa in abiti modesti, non parla, ha lo sguardo di chi è rimasta traumatizzata. La prendo sottobraccio con delicatezza e reverenza, le tante altre persone che lì lavorano non si accorgono quasi di questo evento, allora parlo ad alta voce con tono declamatorio e fermo: "La Regina!".
Porto la Regina con me,  attraversiamo sale e sale dove lavorano decine di cameriere, artigiani, forse cuochi, ecc., io continuo ogni tanto a declamare "La Regina!...In piedi!", e i lavoratori si fermano un attimo, sorpresi, in silenzio, chi è seduto si alza; la Regina tace, provata, avanziamo nelle stanze lentamente.
Vedo tutto come fosse inquadrato da una telecamera giusto dietro le nostre teste, una lunga carrellata ad attraversare queste sale grandi e un po' buie, con tavoli, sedie, oggetti di vario tipo e uomini affancendati.
Nel mezzo di questa scena vedo anche delle immagini  di un pianeta alieno un po' collinoso, con piante e oggetti strani, molto colorati; alcune costruzioni bizzarre stanno disintegrandosi come mangiate da tarme voracissime: c'è un legame con la storia del rapimento della regina?
Non lo saprò mai, del sogno non ricordo altro.
Sulla presenza della Regina può darsi sia stata influenzata dell'ebook di Paul Di Filippo "Vittoria", il primo della Trilogia steampunk (il plot in effetti parla della sparizione della regina Vittoria, solo che nel libro non è stata rapita); se interessa c'è il mio commento nella libreria di aNobii.
Non escludo che ci sia qualcosa ricavato anche dalla visione delle prime puntate di "Downton Abbey" (poi mi sono un po' stufata e non l'ho più seguito).
Sulla presenza invece del mondo alieno non mi pronuncio...

mercoledì 11 gennaio 2012

Sogno dell'uccello marziano


Nel sogno un uomo aveva come avversario una specie di aquila strana, grossa, gli dà la caccia, ma senza cattiveria.
E' un confronto leale, pieno di rispetto, l'essere strano si sta raccontando di fronte all'uomo; questi ipotizza che venga dalla Luna, ma l'essere in maniera sprezzante dice: "che Luna?, quel pianeta è un sasso senza niente!, io invece vengo da Marte, lì ci sono stati l'atmosfera e l'acqua che hanno modellato montagne, vallate..." - e io vedo lui sotto forma di scimmione (non so perché) che corre e salta tra rocce rosse - "...non so che farmene della vostra "libertà all'occidentale", lì ero veramente libero, ero il re...".
Arrivato (o portato) sulla Terra l'essere aveva spadroneggiato in una certa zona selvaggia, tutti gli animali gli dovevano rispetto, come fosse un boss; organizzava parate di se stesso, e tutti dovevano stare fermo a guardarlo - vedo scene dell'essere che vola ad acchiappare poiane e gufi recalcitranti, li sistema su alberi e rami, minacciandoli.
L'uomo però lo interrompe e sorridendo gli dice: "sì, ma racconta dove ti ho trovato", e per un attimo l'essere si rabbuia e tace, poi vedo le immagini dell'essere che tempo prima era stato catturato dagli uomini, forse con delle reti, e poi messo in vendita in un mercato; l'uomo che adesso ha di fronte però l'ha prima comprato, poi liberato.
Nel sogno penso che questa cosa avrà il suo peso nel prosieguo della storia, magari l'essere marziano si sentirà sempre in debito verso l'uomo per quello che ha fatto restituendogli la libertà.

Lita ne dà una sua personale lettura di là.

sabato 7 gennaio 2012

Sogno del gigante






Ho sognato che appartenevo a una popolazione di esseri umani molto piccoli, come gnomi, e che dovevamo vivere nel mondo degli umani "normali" senza farci vedere, perché altrimenti avrebbero potuto farci del male.
Ero con un gruppo di amici, credo che eravamo tutti dei ragazzini (ma non sono sicura), e ci eravamo avventurati lungo una strada abitualmente frequentata dai ragazzi umani che uscivano da scuola.
Sopra questa strada passava un'autostrada, e a lato c'erano prati verdi. Camminando incrocio il nostro "gigante", un essere che faceva parte del nostro popolo, ma essendo gigante era grande quanto un uomo "normale" (lui talvolta ci proteggeva quando gli umani cercavano di farci del male); era sdraiato sull'erba, ho la visione del suo volto tranquillo, del sole che si riflette sulle ciglia dorate (ha i capelli e i peli rosso/arancione).
A un certo punto vediamo arrivare di corsa dei ragazzi umani che forse ci hanno visto e vogliono schiacciarci o "giocare" con noi, allora facciamo dietrofront e scappiamo impauriti, urlando. Spero che il gigante ci aiuti, avverto la sua presenza di lato a noi, che ci segue ma non interviene; immagino stia anche ridendo un po' per quello che ci sta succedendo - "ben vi sta!".
Di tutto il sogno mi colpisce il colore dei capelli del gigante, chissà perché.

mercoledì 28 dicembre 2011

Sogno degli esseri spinosi

Qualche notte fa ho sognato questo ambiente scavato nella roccia, quattro pareti su cui tutt'intorno fuoriuscivano sporgenze varie, tra cui una specie di sentiero non  molto largo. Un essere a forma di palla un po' ovale, morbido, puntuto (non un limone come sembra dal disegno, ma proprio una palla morbida) bloccava uno dei sentieri; una donna vestita con una tutina aderente e delle punte che le spuntavano dalla testa camminava con passo sicuro e regolare verso l'essere gommoso - non ricordo come va a finire, ma credo che lei riuscisse a passare lo stesso dal sentiero comprimendo l'essere gommoso.

lunedì 12 dicembre 2011

Il volo


Ho sognato che stavo leggendo un libro comodamente sdraiata tra rocce e muschio ed erba, il posto era su un minuscolo promontorio a strapiombo sul mare (anche se non si vedeva, tanto si era in alto).
C'è molto vento, e quando mi accorgo che sono troppo vicina allo strapiombo e come niente potrei cadervi allora inizio a strisciare verso l'interno, per mettermi più al sicuro.
Nel frattempo assisto al primo volo di certi uccelli ancora implumi, spaventati, tremanti nel vento. Alcuni di loro tentano di gettarsi nel vuoto ma all'ultimo tornano indietro, si aggrappano alle rocce pochi metri più in basso; altri forse cadono a peso morto nel vuoto - non hanno quasi piume! Alcuni però ce la fanno, coraggiosamente prendono la rincorsa e riescono a veleggiare verso l'orizzonte.